Prove

Vedi quanta ricerca probiotica è in corso

Sempre una più intensa ricerca applicata soprattutto al settore alimentare ha portato alla tipizzazione e all'approfondimento funzionale di molti nuovi ceppi di micro-organismi che compongomo la flora dei probioticiche colpisce il benessere umano.

Il procariote dominante filogeneticamente nel colon degli esseri umani appartiene a due linee di discendenza suddivisi in Gram positivi, a sua volta composti da Lactobacilla eBifidobacteri, e i Gram negativi, suddivisi in batteroidi, fusobatteri, enterobatteri e batteri propionici.

Le specie dei batteri intestinali conosciute fino ad oggi sono solo una parte di quelli considerati essere presenti nelle varie sezioni del tratto gastrointestinale.

In termini di quantità, la loro concentrazione cresce di circa un migliaio (103) di unità units formando una colonia (cfu/ml) nello stomaco e nell'intestino tenue, per almenoc100 milioni (108) nella prima parte dell'intestino crasso (ileo), raggiungendo concentrazioni da 10 miliardi a mille miliardi (1010-1014) di cellule batteriche nel colon.

In termini di qualità, questa microflora consiste soprattutto in batteri non sporigeni, cioè che non generano spore e batteri anaerobici, cioè quelli che crescono solo ed esclusivamente in assenza di ossigeno.

Le proprietà benefiche dei microrganismi contenuti negli alimenti fermentati, soprattutto derivati del latte, si conoscono da secoli, ma la prima osservazione scientifica risale al vincitore del premio Nobel Elie Mechnikoff il quale, nel 1907 intuì che mangiando i batteri non patogeni attraverso lo yogurt avevano un effetto positivo sulla flora batterica endogena e sulla funzionalità del sistema gastrointestinale.

Tuttavia, non era fino a poco tempo fa, grazie alla ricerca microbiologica, epidemiologica e clinica, che la luce era puntata sulla differenza sostanziale tra i ceppi biologicamnte attivi e quelli che sono inefficaci perché sono stati distrutti nello stomaco, indipendentemente dal genere e dalla specie.

La prima gamma di prodotti probiotici sottoforma di latte fermentato, apparso sul mercato italiano nel 1995, il risultato della ricerca di Nestlé, grazie al quale il ceppo di Lactobacillus johnsonii La1 è stato isolato , caratterizzato e sperimentato con successo - questo ceppo è particolarmente resistente agli attacchi dei succhi gastrici e della bile, e aderisce bene alla parete intestinale.

Inizialmente selezionato grazie alle sue caratteristiche, il Lactobacillus johnsonii La1 ha dimostrato di essere capace non solo di ristabilire la flora intestinale, ma anche di stimolare l'attività dei fagociti e di aumentare la produzione degli anticorpi.

Oggi, i probiotici sono spesso mangiati anche assumendo preparati liofilizzati usati per preparare capsule, compresse e sciroppi, che contengono miscele principalmente costituite dai generi Lactobacillo, Bifidobacterio e Streptococco, i quali sono componenti importanti per la microflora intestinale, e relativamente più sicuri. Infatti nel 2001, WHO e FAO hanno impostato alcune linee guida per l'uso sicuro di microrganismi 'probiotici'.

Hanno dovuto soddisfare i seguenti requisiti:

  • resistere all'aggressione dei succhi gastrici e della bile e, pertanto, essere in grado di sopravvivere anche nell'ambiente acido dello stomaco;
  • aderire saldamente alla membrana della mucosa, colonizzarla e rimanere vitale a livello intestinale;
  • essere identificabile per quanto riguarda il ceppo e la concentrazione dei batteri vivi;
  • essere ben definita sulle dosi efficaci e sulle indicazioni terapeutiche che devono essere supportate da prove scientifiche;
  • essere riconosciuto dall'ambiente ospite, cioè da ciò che compone la flora di un intestino sano;
  • essere privo di effetti collaterali che nei pazienti immuno-depressi

Meccanismi di azione ed effetti benefici

Sulla base delle suddette caratteristiche e delle seguenti approfondite ricerche negli ultimi anni, le aziende di produzione, in collaborazione con le università, hanno selezionato e caratterizzato ceppi di microrganismi che si differiscono notevolmente l'uno dall'altro per quanto riguarda gli effetti proboitici.

A questa molteplicità di effetti, corrispondono molti meccanismi di azione, e sono spesso complessi e difficili da chiarire. Tuttavia, in generale, si può semplificare, affermando che il meccanismo d'azione consiste in due fasi:

1.    adesione alla membrana della mucosa intestinale

2.    interazione con l'ecosistema interno.

Infatti alcuni probiotici sono efficaci grazie alla produzione di sostanze con un'attività microbica, come batteriocini, perossido di idrogeno e acido lattico, che fermano la crescita dei microrganismi patogeni. Gli altri possono agire rinforzando direttamente la barriera intestinale, impedendo la permeabilità e la conseguente perdita delle macromolecole, fenomeni evidenti in infezioni intestinali ed intolleranze alimentari. Altri ancora esercitano un'azione tropica sulla membrana della mucosa del colon o protegge il muco della parete intestinale.

Infine ci sono microrganismi probiotici con una funzione immunostimolante che agiscono direttamente sulla barriera intestinale, stimolando le cellule che producono IgA e i linfociti epiteliali intestinali, e modulando la produzione di IgE e interleuchine.

Comunque questi effetti benefici sull'organismo chiedono un'assunzione costante prolungata, così che la flora batterica fisiologica prevalga sulla flora batterica patogena, garantendo di conseguenza una buona regolarità intestinale.

Prova Terapeutica

Il potenziale terapeutico di alcuni ceppi probiotici, da soli o in collaborazione, è stato supportato sia da valutazioni scientifiche in vitro che da studi clinici in vivo.

Recenti studi pubblicati dalla Società Americana di Nutrizione su Lactobacillus acidophilus (johnsonii) LA1, mostrano alcuni dati molto interessanti sulla remissione della gastrite da Helicobacter pylori seguendo la somministrazione di un probiotico in aggiunta alla cura standard con

Antibiotico Claritromycin (81% remissione della gastrite pilorica paragonata al 71% della cura antibatterica da sola).

Lactobacillus acidophilus è anche utile nelle preparazioni per la cura e la prevenzione della Sindrome dell'Intestino Irritabile e in forme diverse di diarrea, soprattutto in associazione con altri probiotici come Lactobacillus GG rhamnosus e Saccharomyces boulardi.

Lactobacillus GG (rhamnosus), il cui nome deriva dai suoi scopritori Dr.Gorbach and Dr.Golden che lo isolarono nel 1985, e che mostra un'eccezionale sopravvivenza in un ambiente acido e grande potere di adesione alla membrana mucosa intestinale, è stato dimostrato come riduce significamente la gravità e la durata del rotarovirus indotto dalla diarrea, e riduce fenomeni di diarrea associata alla colite da Clostridium difficile (un contaminante intestinale).

Inoltre vi è l'evidenza sperimentale che può ridurre l'infiammazione intestinale associata alle allergie intestinali (compresa l'allergia al latte nei neonati: i piccoli allattati al seno che prendono L.GG mostrano significativi miglioramenti nella dermatite atopica), mentre sono in corso gli studi per il suo utilizzo per curare la diverticolite.

In 9 studi clinici condotti nei tardi anni '90 su bambini ricoverati in ospedale, trattati con Bifidobacterio spp e Streptococco thermophilus e valutati giorno per giorno per episodi di diarrea e antigeni anti-rotavirus, gli autori hanno ottenuto importanti e confortanti risultati: solo il 7% dello sviluppo delle condizioni di diarrea dei bambini con probiotici, contro il 31% di quelli trattati con un placebo.

Un recente studio condotto sul ceppo di Lactobacillus casei Shirota, segnala la sua presenza nelle feci di volontari sani, dopo tre settimane dal consumo giornaliero di latte fermentato contenente 6.5 miliardi di questi batteri. Questo dimostra che L.casei Shirota riesce a tollerare il transito attraverso lo stomaco e raggiungere l'intestino rimanendo vivo e attivo, una pre-condizione fondamentale nella definizione di un ceppo batterico come probiotico.

Tuttavia, è stato osservato che il ceppo LcS strain non aderisce in maniera permanente alle pareti intestinali, 2-3 settimane dopo l'ultima assunzione, non è più presente nelle feci. Questo rivela la necessità di continuare a ripristinare i probiotici ogni giorno per mantenerne una quantità sufficientemente elevata all'interno dell'intestino.

Nuovi ceppi emergenti

Sia la ricerca medica che le azinde che operano in campo nutrizionalesono coinvolti nella ricerca dei probiotici. L'obiettivo è trovare ceppi batterici che possono scientificamente (e non solo tramite osservazioni empiriche) migliorare la salute umana. Ci sono anche molti progetti di ricerca che autorizzano la promozione di determinati batteri.

Bacillus clausii: regolatore del sistema immunitario

Sebbene non sia un batterio che sta nella flora intestinale, è stato da qualche tempo usato per evitare le alterazioni della flora intestinale, o per ripristinare l'equilibrio microbiotico alterato, causa del meteorismo e del dolore addominale. In un recente studio italiano sulla sindrome da contaminazione batterica intestinale (SIBO), 60 pazienti sono stati suddivisi in due gruppi a caso: al primo gruppo sono state somministrate spore di Bacillus clausii tre volte al giorno per un mese, mentre al secondo gruppo un antibiotico farmaceutico con un'azione disinfettante dell'intestino. I risultati dimostrerebbero che l'efficacia dei due trattamenti può  essere sovrapposta.

 La germinazione delle spore clausii porta ad una regolazione del sistema immunitario e ad un effetto di competizione antagonista con la microflora patogena. La capacità del Bacillus clausii di stimolare il sistema immunitario nell'intestino tenue, quando è in fase di germinazione, sembra svolgere un ruolo anche nell'alleviare i sintomi allergici, soprattutto nei bambini atopici, sia influenzando direttamente la sintesi degli anticorpi tra cui IgA, sia influenzando l'attività del tessuto linfoide intestinale.

Lactobacillus reuteri: ri-equilibratore di coliche gassose dei neonati

Questa è una delle poche specie di lactobacilli endogeni del tratto gastrointestinale nell'uomo. Influenza positivamente la colonizzazione intestinale, ed è stato scoperto nei campioni bioptici dello stomaco, duodeno, e ileo, dove svolge un'azione immuno-modulante. In uno studio recente pubblicato dal Pediatrics magazine (Gennaio 2007), il ceppo è stato studiato per valutare la sua efficienza nel trattamento delle coliche infantili. Sono stati reclutati 90 lattanti affetti da coliche infantili tra i 21 e i 90 giorni, ed esclusivamente allattati al seno.

Sono stati suddivisi in due gruppi di trattamento casuale sulla base di Lactobacillus reuteri in gocce (108 cfu per day), o di Simeticone (un anti-schiuma farmaceutico contro le coliche gassose in dosi di 30 mg 2-4 volte al giorno), per 28 giorni consecutivi. L'integratore Lactobacillus reuteri ha dimostrato di essere più efficace rispetto al trattamento col Simeticone, nel ridurre in modo significativo non solo la durata, ma anche l'intensità e la frequenza delle coliche.

Lactobacillus fermentum: attività naturale anti-infettiva

Un nuovo ambiente terapeutico in cui i probiotici stanno suscitando grande interesse per quanto riguarda il trattamento delle infezioni uro-genitali. Una buona parte della microflora intestinale viene distrutta dagli antibiotici, i quali consentono la crazione delle condizioni favorevoli per lo sviluppo degli organismi patogeni come Candida albicans e Clostridium difficile, che possono portare infezioni, sepsi, coliti e diarrea.

Uno studio presso il dipartimento di Microbiologia e Immunologia all'Università del Western Ontario in Canada, riporta la prima prova sulla totale remissione clinica delle infezioni del tratto uro-genitale, seguendo l'assunzione orale dei probiotici. L'aspetto significativo è che, sbbene il probiotico viene consumato oralmente, dopo una settimana di trattamento è possibile isolare, nella membrana della mucosa vaginale, i ceppi di Lactobacillus rhamnosus GR-1 e di Lactobacillus fermentum RC-14 utilizzati per la terapia.

Bifidobacterium infantis : efficace nel trattamento della sindrome dell'intestino irritabile

In uno studio molto recente pubblicato nella rivista americana di gastroenterologia da un team di ricercatori del Dipartimento di Medicina dell'Università di Manchester, un miglioramento significativo (più del 20%) è stato notato nella riduzione del dolore addominale, gonfiore, tensione, incompleta evacuazione e riduzione di gas nelle feci delle donne.

La sperimentazione clinica è stata condotta su vasta scala su 362 pazienti affetti da IBS (sindrome dell'intestino irritabile) suddivisi in due gruppi a caso, curati ogni giorno per quattro settimane con capsule contenenti 1Xof 108 cfu di Bifidobacterium infantis contro il placebo.

Il notevole miglioramento non era associato a significativi eventi avversi, e quindi l'efficacia del trattamento probiotico raccomanda il suo uso nella pratica medica.

Studi

 

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