Il Krill (Euphasia superba) é alla base dell'intera catena alimentare marina.

Senza krill i mari sarebbero senza vita.

  • Krill è un minuscolo crostaceo, non una pianta.
  • Krill non è particolarmente elevato in DHA e EPA.
  • Le allergie da olio di krill sono relativamente comuni.
  • L'olio di krill può provocare un 'alito che sa di pesce'.
  • L'olio di krill diventa subito rancido e tossico.
  • Il krill non è una risorsa infinita. Le forniture sono cadute dell' 80%.
  • La raccolta di krill, contrariamente a quanto asserito dai produttori, mina l'intera catena alimentare.

Molte persone pensano che il krill sia una verdura o una pianta, invece è un piccolo invertebrato come un minuscolo gamberetto. Il krill è il principale componente della dieta di pinguini, foche, balene e piccoli pesci. In realtà il krill è il collegamento essenziale nella catena alimentare tra plankton e il fabbisogno proteico di pesce. Noi di Biotivia condividiamo la convinzione di molti ecologisti i che la raccola di krill è una condanna a morte per il mare. Usare krill come integratore è irresponsabile e pericoloso.  

 

 

 

  • L'eccessiva raccolta di krill sta riducendo la popolazione.
  • Krill è una risorsa povera di DHA e Omega 3.
  • Krill assorbe le tossine nell'ambiente oceanico.
  • L'oli di Krill può interferire con i comuni farmaci anticoagulanti.
  • Le allergie al krill sono comuni e spesso sono gravi.

Prima si pensava che il merluzzo fosse una provvista infinita. Adesso sappiamo che l'eccessiva raccolta ha praticamente decimato le provviste di merluzzo. A dispetto delle dichiarazioni dei raccoglitori dell'olio di krill e i produttori di integratori, le provviste di krill sono in diminuzione e inoltre lo sfruttamento di questa risorsa è una follia ambientale. Guardate la scienza, non le pretese dei fabbricanti degli integratori di olio di krill. Il krill non è una risorsa  rinnovabile.  

Il krill è la linfa vitale degli oceani.

L'olio di krill viene usato dai produttori di integratori Omega 3 per una ragione. E' molto redditizio. I fornitori non lo scelgono perché è sicuro, sano, ecologico, rinnovabile o una buona fonte di acidi grassi. In realtà lo rende un integratore Omega 3 di scarsa quantità, con molte carenze. I produttori lo scelgono solo per una ragione, perché possono trarre maggiori profitti di quanto fanno con l'olio di pesce.  Il krill è una particolare buona fonte di DHA e EPA. E' alla fine della catena alimentare per l'intera vita marina. 

Il krill è una fonte economica di Omega 3, ma non sicura, forte e rinnovabile. I fornitori di olio di krill fanno grandi margini di profitto coi loro integratori. Le loro dichiarazioni secondo le quali il krill è una fonte rinnovabile o sono molto male informate o si basano sull'avidità. Nessuna popolazione animale può essere chiamata rinnovabile se milioni di tonnellatedi essa viene saccheggiata ogni anno.

Richard Page, parlando per ha dichiarato sul quotidiano Daily Mail inglese: “Tra le sentenze più controverse c'è l'assegnazione di un marchio MSC allo stabilimento di nototenide antartico del mare di Ross, che è ancora visto dagli scienziati e dal settore come una pesca sperimentale. La specie è così poco conosciuta che i ricercatori non sanno nemmeno i principi fondamentali come dove depongono le uova.”

Altri includono il krill nell'Antartico, tonno e pesce spada al di fuori delle coste americane, il pollack nel mare orientale di Bering in cui i livelli delle scorte è sceso al 64% tra il 2004 e il 2009, e il nasello del Pacifico che ha subito un calo dell' 89% nella biomassa dal 1989.

La fornitura di krill sta diminuendo in tutti gli oceani. La rivista National Geographic e gli esperti marini hanno dato l'allarme sul calo dell'80 per cento della popolazione di krill dagli ultimi decenni.

Invece i produttori di olio di krill e altri che raccolgono il krill insistono che il krill è una fonte rinnovabile all'infinito. Secondo noi il krill dovrebbe essere lasciato come fonte di cibo per gli animali marini. E' inutile e imprudente raccogliere grandi quantità di krill per usarlo in un integratore alimentare. Questo è sfruttamento aziendale ai massimi livelli.

Il krill come fonte di lipidi Omega è probabilmente più sicuro dell'olio di pesce, ma non privo di contaminazione endemica in tutti gli oceani del mondo.  La diossina e i PCB  sono diffusi anche nelle aree artiche precedentemente incontaminate. Il krill assorbe i contaminanti dell'oceano e persino le radiazioni. Non sono affatto la pulita fonte ecologica che i venditori di olio di krill affermano.

Il krill è un tipo di crostaceo. Coloro che sono allergici ai crostacei possono avere esantema cutaneo, difficoltà di deglutire, gonfiore, nausea e vomito. In casi estremi può anche verificarsi una difficoltà di  respiro. Se siete allergici a qualsiasi frutto di mare è necessario evitare l'olio di krill.

Alcuni studi hanno dimostrato che l'olio di krill può interferire con gli effetti di alcuni dei farmaci di routine. I farmaci anticoagulanti e quelli per la tiroide sono alcune delle medicine che sono in conflitto col krill. Perciò dovreste informare il medico sui farmaci di routine e discutere con lui se l'assunzione di olio di krill sia benefico per voi. Il krill può anche aggravare le condizioni sanguigne.

Uno degli effetti collaterali degli integratori sia di krill che di pesce è l'alito che sa di pesce. L'aggiunta di menta o altre fragranze per coprire, come fanno alcuni venditori, può vendere più olio di pesce ma non risolve il problema.

Si sa poco su come esaminare accuratamente la qualità dell'olio di krill, quindi è impossibile anche per il produttore etico distinguere tra un olio sano e uno che comporta rischi tossici o allergici. Dato che esistono fonti migliori di lipidi Omega 3, il consumo di olio di krill è insensato e irresponsabile.

Citazione:

“Lo svantaggio di assumere i vostri omega 3 dall'olio di krill è quello di decimare le popolazioni di queste piccole creature marine. Il krill vive nei ghiacci e viene consumato in grande quantità dalle balene. Ma dato che il cambiamento climatico e l'attività umana riscaldano le fredde acque polari, il ghiaccio del mare si sta sciogliendo, provocando un danno al krill - e alle balene e ad atri mammiferi marini che lo mangiano." 

Dr Andrew Weil, M.D. Estratto dal suo sito.

 

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